La Riviera di Ulisse

La Riviera di Ulisse, compresa tra Gaeta e Sperlonga, presenta per il visitatore moltissime attrattive: il luogo, più o meno a metà strada tra Napoli e Roma, si presta particolarmente per la classica gita fuori porta e merita almeno un pernottamento, che si può prenotare agevolmente sul sito HRS, così da poter godere in assoluto relax delle bellezze di questo tratto di costa, dei centri storici delle due cittadine e delle due aree protette che ospitano.

Veduta della Riviera di Ulisse da Monte Orlando;
in basso a sinistra il Santuario della Montagna Spaccata

Di certo, si parla di mare e di spiagge tra le più belle di tutto il Lazio: questo fa del luogo una meta ricercatissima in estate. Tuttavia, la Riviera di Ulisse offre bellissimi luoghi da visitare con la famiglia tutti i mesi dell’anno: l’ente parco omonimo amministra infatti nei territori delle due cittadine laziali due delle tre aree protette di sua competenza: Monte Orlando a Gaeta e il Promontorio della Villa di Tiberio a Sperlonga (l’altra area è quella di Gianola e del Monte di Scauri, tra Minturno e Formia). Si tratta di territori dalla superficie relativamente poco estesa, ma ricchissimi di testimonianze estremamente rilevanti dal punto di vista ambientale, culturale ed archeologico.

L’area protetta di Monte Orlando, già Parco Regionale Urbano dal 1986, della superficie di circa 60 ettari, è un miracoloso polmone verde a picco sul mare nel cuore di Gaeta: estremo sperone calcareo dei Monti Aurunci, offre numerose possibilità di visita per la famiglia, che coniugano esigenze di tipo archeologico, culturale, religioso ed ambientale. La visita del Santuario della Trinità con la sua graziosa chiesa introduce alla scoperta della meravigliosa Montagna Spaccata, una faglia mozzafiato, percorsa da una via crucis e da una serie di scalinate che, con un dislivello di crica 80 metri, portano il visitatore attraverso una gola ad ammirare il mare a strapiombo. La tradizione popolare, che affascina molto i bambini, vuole che la falesia si sia aperta per effetto del terremoto che si ebbe in concomitanza con la morte di Gesù sulla croce: si vuole che un pirata infedele, dubbioso di ciò, poggiasse la sua mano sulla parete rocciosa all’interno della fenditura, e che la roccia divenisse morbida, tanto da inghiottire le sue dita, il cui segno è ancora oggi possibile vedere. Adiacente l’ingresso al santuario vi è anche quello alla Grotta del Turco, visitabile a pagamento: si tratta di un’altra profonda faglia nella falesia di Monte Orlando, antro naturale a cui si accede dopo aver percorso una discesa di circa 300 gradini. Il nome deriva dal fatto che la fenditura offriva nascondiglio alle navi saracene durante il medioevo, dando loro la possibilità di attaccare e depredare le navi mercantili che, numerose, giungevano e ripartivano dal porto di Gaeta. La visita della Montagna Spaccata e della Grotta del Turco richiede circa due ore.

Il Mausoleo di Munazio Planco in cima a Monte Orlando

Volendo, gran parte della giornata può quindi essere dedicata alla visita di Monte Orlando, includendo anche un’escursione fino alla sua sommità, approfittando delle numerose mulattiere militari ancora presenti sul promontorio, molte delle quali tuttora in ottimo stato. Uno degli ingressi a questa rete di sentieri si trova proprio di fronte all’entrata per la Grotta del Turco, attraverso un arco di epoca borbonica: vari piccoli tornanti in lieve salita portano a scoprire il ricchissimo lecceto e l’altrettanto ricca macchia mediterranea presenti. La salita verso la sommità del monte è contrassegnata da una serie di elementi di interesse: oltre alla ricca vegetazione, vi sono punti panoramici meravigliosi (come quello da cui, a picco sul mare, si possono ammirare le falesie che fungono da parete per gli arrampicatori), e la possibilità di visitare le varie strutture militari presenti, principalmente le polveriere e le batterie difensive della città, prevalentemente risalenti al XVIII sec., fino ad arrivare in cima al colle, dove si staglia, all’ombra di un faro, il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, monumentale tomba del console romano, risalente al I sec. a. C. La presenza di sentieri asfaltati o comunque in ottimo stato rende possibile la fruibilità di quest’area protetta anche per passeggini o persone disabili. 

Sperlonga e l’area archeologica della Villa di Tiberio
dal sentiero costiero

L’area protetta del Promontorio Villa di Tiberio si trova invece nel comune di Sperlonga: più ampia di una ventina di ettari della precedente, racchiude al suo interno un vero e proprio gioiello archeologico, ossia la Villa di Tiberio, che giace sul mare con i suoi ampi scavi, impreziosita dalla vista dell’antico, grazioso borgo marinaro di Sperlonga. Il luogo è particolare: l’ampia grotta presente faceva parte della composizione della villa imperiale, ed era ad un tempo luogo di cerimoniale e peschiera: vi sono infatti numerose sorgenti di acqua dolce che rendono salmastra l’acqua all’interno dell’antro, e limpidissima quella marina di fronte alla Villa. L’immaginazione di tutta la famiglia potrà compiere dei bellissimi viaggi anche all’interno del ricco museo, data la presenza di sculture raffiguranti eroi come Ulisse o mostri come Polifemo e Scilla. Sulla Statale Flacca, adiacente all’ingresso dell’area archeologica, vi è anche un altro grande cancello che introduce ad un sentiero capace di regalare dei panorami bellissimi sul mare, sugli scavi, su Sperlonga e oltre, fino al Circeo. Pavimentato con una rete di plastica e in terra battuta, è fruibile anche per un passeggino e per disabili; nel giro di 15-20 minuti si può giungere alla sommità del percorso, dove è anche piazzata una panchina, e contemplare il mare in tranquillità. Da evitare nelle ore più calde d’estate, data l’esposizione al sole, il sentiero si ricollega più in avanti al tracciato dell’antica via Flacca, divenendo più impervio e, quindi, indicato per una vera e propria escursione. Tuttavia, nell’ambito di una gita fuori porta per la famiglia, il tratto di passeggiata fruibile per tutti potrebbe essere la ciliegina finale per qualcosa di insolito a contatto con natura e cultura.

 

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