Il Monte di Scauri e Porto Cofenello

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Porto Cofenello

Caratteristiche: L’escursione sul Monte di Scauri che si propone è un anello che attraversa vari ambienti all’interno dell’area protetta di Gianola: macchia mediterranea, sughereta, ambiente costiero, sottobosco. Non presenta particolari difficoltà, ha un dislivello molto contenuto (circa 80 m) e occorrono pressapoco due ore per completarlo. Inizia con quello che la cartellonistica del Parco definisce “Sentiero del Crinale”, per poi intersecare il tradizionale “Malopasso” e sbucare direttamente sulla costa, dapprima in corrispondenza dell’insenatura conosciuta come “Porto Cofenello” e poi del “Porticciolo Romano”. Da notare che lunghi tratti sono esposti e quindi da evitare nelle ore e nelle stagioni più calde. 

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Un tratto del Malopasso

Come arrivare: Sia da nord che da sud, l’accesso all’area protetta avviene attraverso la Statale Appia, dalla quale, a sud del centro di Formia, e poco prima dell’ingresso nel centro di Scauri, si imbocca a destra Via Fossa dell’Olivo. Si percorre la via per circa un chilometro, fino all’inizio di una strada in cemento, sulla sinistra: si tratta di via del Porticciolo Romano, da cui si entra nel Parco. In ogni caso, la segnaletica di quest’ultimo è evidente. Dopo circa 400 metri si incontra sulla destra l’Ecopoint del Parco, dove è possibile lasciare l’auto: il percorso inizia proprio ai margini del parcheggio, ben indicato dai pannelli in legno.

L’escursione ha inizio dall’area parcheggio con annesso infopoint: percorrendo “Via del Porticciolo Romano” a ritroso, come a voler uscire dall’area protetta, dopo poche decine di metri si trova l’imbocco del “Sentiero del Crinale” sulla destra. Da là inizia il percorso in maniera molto evidente, dapprima in zona ombreggiata, subito dopo immerso nella macchia mediterranea: deviando verso sinistra, si sale dolcemente di quota attraverso un ambiente a tratti roccioso, fino a raggiungere la sughereta. Albero di dimensioni ragguardevoli, con corteccia ignifuga (di sughero, appunto), e capace di adattarsi a condizioni di siccità in convivenza con altri arbusti e piante erbacee, la quercia da sughero rappresenta uno degli emblemi dell’habitat del promontorio di Gianola e del Monte di Scauri. Da qui il percorso devia verso destra e, dopo aver incrociato un altro sentiero sulla sinistra, tende nuovamente verso la costa, scendendo di quota. Si è nuovamente nella macchia, con tracciato molto ampio. Si oltrepassa la stazione climatica e in breve si raggiunge il Malopasso.

ItinerarioAd anello: Sentiero del crinale; Porto Cofanello; Porticciolo Romano
Lunghezza3,3 km
Dislivello80 m circa
Tempi2 ore
RistoroPresente bar di un camping in prossimità del Porticciolo; aperto in alta stagione
Motivi di interesse per bambiniLe pozze in primavera; il sentiero sulla scogliera; possibilità di avvistamento di animali
Possibilità uso passegginoNo

Quest’ultimo è il tradizionale sentiero che, con un lungo tratto a strapiombo sul mare (non considerato in questa sede), giunge da Scauri e arriva fino a Porto Cofenello; qui molto evidente, si interseca con la rete di sentieri del Parco. Piuttosto che proseguire su di esso, si effettua una deviazione verso la costa, sulla sinistra, seguendo le indicazioni per Porto Cofenello: il cammino diviene più angusto, con il sentiero trasformato a tratti in un piccolo fosso e stretto tra due muri di macchia mediterranea. Il suono del mare si avvicina sempre di più, mentre la macchia si apre all’improvviso e ci si ritrova senza neanche rendersene conto sulle rocce di Porto Cofenello. Già Oasi Blu del WWF, la cala veniva utilizzata per studiare le testuggini marine. Oggi il tratto di mare antistante è incluso nell’area marina protetta di Gianola. Da qui si segue la costa, proseguendo il cammino sugli scogli. Con l’insenatura quasi alle spalle, il sentiero si imbatte nella “roccia che respira”, un foro da cui proviene un getto d’aria proveniente dalle onde marine che si infrangono una decina di metri più in basso, al di sotto degli scogli. Da fare attenzione ad alcuni passaggi dove le rocce possono essere particolarmente aguzze.

Il sentiero continua a salire, per abbandonare il tratto di scogliera e ripercorrere nuovamente la macchia; successivamente, seguendo il profilo della costa, la vegetazione si fa più fitta e ombrosa. All’incrocio con un altro sentiero, si svolta a sinistra scendendo attraverso un vecchio arco: inaspettato è lo sbocco nell’altra insenatura, quella del cosiddetto “Porticciolo Romano”, ambiente misto a scogli e sabbia, antica peschiera romana, molto più tardi adattata ad ormeggio per piccoli natanti. Da qui si guadagna verso la strada e si giunge nuovamente al parcheggio, dopo poche centinaia di metri.

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Veduta verso Gaeta dal sentiero

L’escursione presenta vari spunti d’interesse, sia per gli adulti che per i ragazzi, tra cui da non trascurare la possibilità di ammirare esemplari di cinghiali, di ricci, di rapaci, di uccelli marini. L’attraversamento di vari habitat rende l’escursione, sebbene non eccessivamente lunga, estremamente varia ed interessante, fino alla possibilità di praticare anche dello snorkeling e di sea-watching se la stagione lo consente.

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6 thoughts on “Il Monte di Scauri e Porto Cofenello”

    1. Gemellaggio anche tra sentieri terra-marini allora! Le vedute e le rocce del Rilke, dalla tua descrizione, mi sembrano davvero spettacolari.

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