L’acquario di Bolsena

L’ingresso a Rocca Monaldeschi, sede dell’acquario di Bolsena

Parlare dell’Acquario di Bolsena, invece che del più famoso Lago, può suonare strano e insolito. E’ invece una chicca assolutamente da non perdere per le famiglie che si trovano a soggiornare sulle rive del lago vulcanico più grande d’Italia e d’Europa.

Si tratta di un acquario di acqua dolce, senz’altro inconsueto rispetto a siti simili e più famosi; si trova, poi, all’interno delle mura del castello di Bolsena, Rocca Monaldeschi, con la possibilità quindi di visitare anche il possente maniero posto a guardia del centro volsino e del suo omonimo specchio d’acqua, magari a conclusione di una piacevole passeggiata tra i graziosi vicoli del paese.

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Monte Vomero

L’arrivo sulla cresta del Vomero

Da anni la sagoma affusolata di Monte Vomero è, insieme a quella di Monte Petrella, appollaiata alle sue spalle, la prima cosa che vedo quando apro la porta di casa: illuminata di chiarore rosato quando il sole sta per sorgere o già inondata di forte luce quando è giorno pieno, fin quando, una volta tramontato l’astro, si ha come l’impressione che il bagliore abbia origine da questa stessa sagoma, insieme a quella delle altre vette aurunche.

Fino alla primavera scorsa, questa silhouette l’avevo soltanto ammirata dal basso (oppure dall’alto, da Monte Sant’Angelo o dallo stesso Petrella), ma mai l’avevo calcata. Durante la stagione delle orchidee è invece arrivato il momento di andarci di persona.

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Il Sentiero Ventricini

La Val Maone vista dal Ventricini

Vi diranno che il sentiero Ventricini non è neanche una ferrata ma è, appunto, “un sentiero attrezzato”; vi diranno che si tratta della ferrata più facile del Gran Sasso, niente a che vedere con, per esempio, la Danesi, più esposta e più tecnica; vi diranno che, al di là di qualche saliscendi, il Ventricini non presenta particolari difficoltà, che tutti possono riuscirvi.

Ebbene, è tutto vero, ma non credeteci. O, per lo meno, non prendete tutto questo alla lettera. Il sentiero Ventricini sarà anche una ferrata semplice (effettivamente classificata come Facile o Poco Difficile) e tecnicamente non complessa, ma a tratti ha tutte le caratteristiche di una via alpinistica dalla bellezza tanto travolgente quanto pericolosa: occorre rimanere concentrati, avere una forma fisica accettabile e sapere cosa fare nei passaggi più tecnici e delicati, oltre, ovviamente, ad essere muniti degli adeguati dispositivi di protezione.

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Nel Parco delle Chiese Rupestri

La magia di Matera vista dalla Murgia Timone

Scenari da Sud-Ovest americano e un’atmosfera da incanto: le sensazioni che si provano nel Parco delle Chiese Rupestri sono intensissime, soprattutto se ti rendi conto che eri andato a cercarle proprio in Arizona quando eri giovane e ora, invece, le provi elevate a potenza, nel Sud del tuo paese insieme alla tua famiglia!

Proprio di fronte alla diafana Matera, questo balcone affacciato sulla gravina omonima regala momenti mozzafiato, esotici, onirici. I falchi grillai punteggiano il cielo andando e venendo tra la Murgia Timone, dove si trova il Centro Visita e si sviluppa l’escursione, e i Sassi della città: su questo versante, infatti, hanno vita facile nell’ottenere cibo abbondante, tanto è pieno di grilli che saltellano qua e là e che allietano con il loro canto anche le ore diurne; sull’altro, invece, nidificano, approfittando degli anfratti urbani offerti da una città unica al mondo, scolpita letteralmente nella roccia, e che a noi ha ricordato un pochino la mitica Minas Tirith.

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Al Rifugio Acquanera

L’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di Latina stavolta ha deciso per una simpatica passeggiata al Rifugio Acquanera partendo dalla popolarissima e splendida vallata di Canneto: una sgambata defaticante e salutare, per spezzare la sia pur gradevole monotonia delle attività estive dei ragazzi.

Dal parcheggio abbiamo inizialmente optato per una variante del Sentiero F2 del Parco, preferendo percorrere le tracce lungo il ruscello, solcato da acqua cristallina e meravigliosa. Si prosegue tra vari saliscendi, facendo attenzione a pietre e radici nei brevi tratti leggermente più ripidi, per poi risalire in corrispondenza di una frana che sbarra questa direttrice del cammino: si ridiscende e ci si può beare della bellissima cascata ribattezzata “Giovanni Paolo II”, dopo che il tanto amato papa venne qui in meditazione nel 2008. Che dire? Questo angoletto è una vera gioia per tutti, con il suo dolce rombo e con gli spruzzi e la pozza che invitano a un bagno ristoratore. Occorre fare attenzione a non scivolare o cadere avvicinandosi alla cascata, ma ne vale la pena.

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