La Terra Longa

Attraverso la Terra Longa

Primo di una serie di appuntamenti sui Colli Minturnesi a cura dell’Associazione Way, l’escursione/passeggiata alla Terra Longa ha introdotto i molti partecipanti (di tutte le età e di varie nazionalità) alle meraviglie di un angolo intatto di campagna. Personalmente, conosco da vari anni (ne avevo già parlato qui e qui) questa vallata rurale colma di bellezza, con prati racchiusi tra foreste, solcata da ruscelli e punteggiata di fiori di varia forma e vario colore; solo recentemente ho però scoperto che si chiama Terra Longa. Allo stesso tempo, non sono poche le persone che ancora non conoscono questo luogo sospeso nel tempo: la sua scoperta può forse dare un piccolo contributo ad una maggiore consapevolezza delle bellezze che ci circondano, e alla crescita di uno spirito di identità nei confronti della nostra terra.

Anche per queste ragioni il primo appuntamento di “Le Vie dei Colli Minturnesi” è stato patrocinato dall’Amministrazione Comunale, in attesa degli altri che seguiranno.

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Tramonto a Punta Leano

Il Circeo, il tramonto e l’Agro Pontino

Suggestiva e per noi insolita escursione, il tramonto a Punta Leano ci ha permesso di salire su un’altura da cui, nel vero senso del termine, abbiamo potuto ammirare tutto ciò che ci circondava con occhi diversi e meravigliati. Organizzato dalla Guida Ambientale ed Escursionistica Daniele Ruggieri, il cammino si è rivelato molto agevole per tutti: la comoda sterrata (alternata a tratti parzialmente asfaltati), si inerpica su agevoli tornanti fino alla sommità del colle. La silhouette di Punta Leano è in effetti abbastanza familiare per chi raggiunge Roma dalla costa della provincia di Latina (o viceversa): ad un’altitudine non considerevole (circa 460 m) fa da contraltare la sua mole possente e la presenza di una rupe vertiginosa, che culmina con la statua della Madonna e con la cima boscosa.

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Il Paleolab di Pietraroja

Il fossile di Scipionyx Samniticus, meglio conosciuto come “Ciro”

Ai piedi di montagne severe, il Paleolab di Pietraroja ci riporta ad un’epoca in cui, al contrario, lo scenario era molto, molto differente: isolotti tropicali, acque basse, clima caldo. In una pozza di acqua salmastra cadde Ciro e annegò, restando seppellito da sedimenti di origine animale e vegetale, che ne determinarono, grazie alla mancanza di ossigeno, la fossilizzazione.

Un attimo… parliamo di oltre 100 milioni di anni fa! Chi è Ciro? All’epoca non c’era ancora l’uomo sulla Terra!

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La cipresseta di Fontegreca

Natura e sculture

Ai piedi del Matese, la Cipresseta di Fontegreca è uno di quei luoghi che, sconosciuti ai più, sorprendono il visitatore con la loro singolare ed inaspettata bellezza. Nella parte alta dell’omonimo paese, alle spalle del santuario della Madonna dei Cipressi, si sviluppa questo insolito bosco all’interno della gola. Non solo il tipo di cipresso rappresenta un unicum in Italia, ma il sito è reso ancora più incantevole dalle cascate e piscine naturali, di acqua purissima, create dal corso del torrente Sava, affluente del Volturno.

Siamo infatti in una zona piena di acque: il fiume principale si arricchisce dell’apporto di una serie di fiumiciattoli, quali anche il Lete, famoso per le acque minerali omonime. Ecco perché la vallata, ai piedi degli aspri monti del Matese, è verde e coltivata.

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L’Ora della Terra

La partenza dal Santuario della Montagna Spaccata

Nella serata di sabato 25 marzo l’Associazione Atargatis, insieme agli amici di “Astri e Natura” ha aderito all’iniziativa planetaria del WWF “L’Ora della Terra”. Tale iniziativa è molto conosciuta e vanta ormai una tradizione pluriennale, come gesto simbolico di sensibilizzazione nei confronti del cambiamento climatico. Una delle anime dell’Associazione, Giovanni Macrino, ha ideato questa fiaccolata nell’area protetta di Monte Orlando, nel cuore dell’antica città di Gaeta. Le sue parole di presentazione sono state molto significative: come fare per indurre le persone a partecipare a questo gesto simbolico? Come fare per coinvolgerle in questo progetto che vuole essere da impulso per una presa di coscienza collettiva? Come fare per indurle a spegnere la luce? “Facendole uscire di casa con una fiaccola in mano.” Una sorta di ritorno alle origini per guardare al futuro con una fiammella di speranza, stando insieme, divertendosi, scoprendo la natura di notte, e dando uno sguardo alle stelle, grazie ad “Astri e Natura”.

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